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La mia vita
Sono una modella, showgirl, conduttrice televisiva e attrice. E una mamma. Ho una vita piena, intensa e gratificante, ma buona parte del mio tempo la dedico a chi, nella vita, è stato meno fortunato. Ho sempre offerto il mio supporto ad associazioni che si occupano dei bambini affetti da gravi patologie e che offrono supporto alle loro famiglie durante il difficile periodo della malattia. Da tempo, inoltre, contribuisco al sostegno di alcuni orfanotrofi in Kenya e sono testimonial della campagna per la prevenzione del tumore al seno: una tematica che mi tocca nel profondo, perché mia madre è venuta a mancare in giovane età a causa di questa malattia. Spero che il mio messaggio arrivi al maggior numero di persone e che la mia notorietà possa aiutare tante donne a comprendere l’importanza della prevenzione.
La mia Calabria
Elisabetta Gregoraci la mia Calabria
Sono nata a Soverato, la perla del Mar Jonio. Io e la Calabria siamo sempre state le due facce diverse della stessa medaglia. Sono legata visceralmente a questa terra dove le donne sono sempre state figlie, madri e spose, e dove le donne hanno sempre tenuto insieme case, famiglie e dolori, speranze e certezze, delusioni e angoscie, futuro e tradizione. Donne forti, piene di senso della famiglia e della comunità. Amo la mia terra d’origine, dove torno spesso per ritrovare i miei amici di un tempo, ma soprattutto per ritrovare me stessa, e la parte più bella della mia infanzia. Una regione che negli ultimi anni è radicalmente cambiata, in grado di attrarre quel turismo internazionale che è mancato in passato. Una Calabria fatta di enogastronomia, cammini, ciclovie, mare e montagna, ma anche l’entroterra, la cultura, i borghi. Credo che chi come me è diventato popolare abbia il dovere morale di veicolare un’immagine positiva della Calabria. Sono molto felice di essere la testimonial della mia terra: portare il nome della Calabria nel mondo con il mio modo di comunicare e la mia storia mi riempie di gioia e di responsabilità. È il mio modo per dire grazie alla mia terra di origine, che ha tanto creduto in me e che mi ha sempre riservato un affetto speciale.
Sono legata in modo viscerale alla mia famiglia d’origine: a mia sorella Marzia, mia complice e sostegno, a mio padre Mario, che mi ha trasmesso l’amore per lo sport e a mia nonna Elisabetta, che ha compiuto 100 anni. E il ricordo si fa struggente quando ripenso a mia madre Melina, scomparsa prematuramente. Senza dimenticare la famiglia che ho creato in seguito con Flavio, che mi ha dato mio figlio Nathan Falco. Il nostro sogno d’amore si è interrotto, ma la nostra famiglia ci sarà sempre. Siamo amici, complici, solidali. Passiamo molto tempo con nostro figlio, ed è questa la cosa più importante.
Lo sport
A differenza delle mie coetanee, fin da piccola sono sempre stata un maschiaccio: niente danza classica, per me. Ho iniziato a praticare karate quando avevo appena quattro anni grazie a mio padre, che era un insegnante straordinario. Nel tempo sono diventata cintura nera e sono diventata istruttrice a mia volta, insegnando questa disciplina ai bambini. Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita: non solo karate, ma anche atletica leggera, con allenamenti intensi che mi hanno permesso di diventare campionessa di salto in lungo e di corsa sugli 80 metri. Quando non posso andare in palestra mi mantengo in forma facendo squat in casa e un po’ di corsa. Una passione che, col passare del tempo, non accenna a diminuire.

Elisabetta Gregoraci - Consultant en communication
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